All’inizio del XVIII secolo l’Ospedale di Santo Spirito poteva beneficiare di una posizione finanziaria favorevole e cominciava a trarre grandi vantaggi dalla produzione agricola della tenuta di Monte Romano; la popolazione residente nel paese aumentava e occorreva rispondere a tutte le nuove esigenze abitative oltre a realizzare edifici con funzioni amministrative e legati ai diversi servizi. Si decise la edificazione di un complesso unitario posizionato su Largo Santa Corona, formato da tre elementi: al centro la grande Chiesa di Santo Spirito (costruita nel 1763 e consacrata nel 1765) e due edifici uguali laterali, i “Casini”, che dovevano ospitare i funzionari dell’istituzione romana. La nuova fontana monumentale del “Mascherone” avrebbe risolto anche il problema della fornitura idrica del paese oltre a completare le costruzioni architettoniche di questa porzione di paese. Lungo la strada principale, invece, si decise di dare un ulteriore sviluppo urbano con nuove attrezzature come il Granarone e altre abitazioni: il cosiddetto Borgo Calino. Il direttore dei lavori di tutte queste realizzazioni fu Pietro Sardi, figlio del più noto architetto e capomastro romano Giuseppe Sardi.