L’Archivio Storico di Monte Romano (1850-1969)

Monte Romano, piccolo centro del viterbese, vanta la presenza di una ricca documentazione consultabile presso l’Archivio Storico ospitato nella Residenza Comunale in un luogo annesso alla Biblioteca Civica. Il patrimonio documentario ivi conservato comprende un arco cronologico che va, all’incirca, dal 1850 al 1969, mentre la storia più antica del paese può essere ricostruita attingendo dalla documentazione conservata presso l’Archivio di Stato di Roma, nella sede di Palazzo della Sapienza (Corso Rinascimento, 40), nel Fondo dell’Ospedale o Archiospedale di S. Spirito.

 Per l’archivio comunale determinante è stato il riordino compiuto negli anni 1972-73 dal personale della Soprintendenza Archivistica per il Lazio1, che ha portato alla realizzazione di un inventario completo di tutto il patrimonio archivistico,  indispensabile strumento di tutela delle antiche carte e guida essenziale ad uso di studiosi ed appassionati di memorie storiche.

La documentazione consta di 999 pezzi, tra buste e registri ed è classificata in base alla circolare n. 17.100/2 del 1897 del Ministero dell’Interno che tuttora detta le istruzioni per la tenuta e l’ordinamento degli archivi comunali. Tale sistema di classificazione permette di archiviare i singoli documenti a seconda dei principali settori di competenza dell’Ente che li ha prodotti:

- Deliberazioni del Consiglio Comunale, del Podestà e del Commissario Prefettizio (1852-1969) (buste 1-13);
- Deliberazione della Giunta Comunale (1871-1971) (buste 14-21)
- Commissione Elettorale Comunale (1894-1920) (busta 22)
- Catasti (1875-1930) (buste 23-30)
- Bilanci di Previsione (1851-1970) (buste 31-119)
- Conti Consuntivi (1851-1955) (buste 120-235)
- Libro Giornale e Mastro della Contabilità (1852-1964) (buste 236-318)
- Ruoli Imposte e Contributi (1851-1965) (buste 319-424)
- Registri della Popolazione (Sec. XIX-XX) (buste 425-429)
- Protocollo della Corrispondenza (1852-1965) (buste 430-529)
- Corrispondenza e Documenti d’Amministrazione (1850-1961) (buste 530-813):
   I° Categoria: Amministrazione2
   II° Categoria: Assistenza3
   III° Categoria: Polizia urbana e rurale4
   IV° Categoria: Sanità e Igiene5
   V° Categoria: Affari finanziari, Bilanci, Inventari6
   VI° Categoria: Attività di Governo, Elezioni7
   VII° Categori: Grazia, Giustizia e Culto8
   VIII° Categoria: Leva e truppa9
   IX° Categoria: Pubblica Istruzione10
   X° Categoria: Lavori Pubblici11
   XI° Categoria: Agricoltura, Industria e Commercio12
   XII° Categoria: Stato civile, Censimenti e Statistica13
   XIII° Categoria: Popolazione, emigrazione ed immigrazione14
   XIV° Categoria: Non classificate in altre15
   XV° Categoria: Pubblica Sicurezza16
- Aste, Appalti e Contratti (1851-1914) (buste 814-820)
- Carabinieri Pontifici e Gendarmeria Pontificia: Brigata di Monte Romano (1820-1870) (buste 821-891)
- Giudice Economico, Uditore Legale, Giudice Conciliatore (1831-1942) (buste 892-928)
- Congregazione di Carità, Ente Comunale di Assistenza (1924-1960) (buste 929-998)
- Miscellanea (busta 999)17

Un fondo archivistico così ricco, offre un contributo fondamentale alla ricostruzione della storia locale, con indicazioni preziose sulla vita quotidiana, sulle istituzioni e sul loro mutamento. Nelle carte ottocentesche, per esempio, è evidenziato lo sforzo compiuto dal Comune di Monte Romano per darsi una propria fisionomia ed affrancarsi progressivamente dall’Istituto del Santo Spirito in Sassia di Roma18. Già all’inizio dell’Ottocento, infatti, Monte Romano veniva inserito nella “Delegazione di Civitavecchia” come “comunità” attraverso la riforma attuata da Pio VII con  l’emanazione nel 1816 del “Motu Proprio”19 : nel tentativo di riorganizzare lo Stato Pontificio riconosce nuovi ordinamenti amministrativi, giudiziari e finanziari allo Stato, realizzando la prima laicizzazione degli organi amministrativi20 . Interessante è anche l’iniziativa promossa dall’Istituto del Santo Spirito in Sassia nei primi decenni dell’Ottocento per definire un futuro piano di assetto e sviluppo urbanistico del paese: nel 1831 l’architetto Raffaele Folo21 mirava a dare al borgo un nuovo aspetto  risolvendo problemi di carattere formale e strutturale, ma il suo progetto non verrà attuato a dimostrazione che la Pia Casa aveva ormai perso il controllo amministrativo di tutto il paese. L’Unità d’Italia e la definitiva presa di Roma, inserirono tutti i possedimenti pontifici nel giovane Stato italiano: Monte Romano subì la stessa sorte e da quel momento inizierà il cammino verso la sua affrancazione. Solo nel 1850 il Santo Spirito rinunciò ai diritti feudali sul paese, portando a compimento l’accordo preso precedentemente con lo “istrumento di concordia”, nato per risolvere le questioni che potevano nascere con i cittadini 22. Venivano in esso riconosciuti agli abitanti i diritti di pascolo e legnatico, nonché la proprietà delle terre che avevano lavorato negli anni per conto della Pia Casa. La gestione della proprietà acquisita fu demandata ad una “università dei coloni 23. L’accordo prevedeva, inoltre, la possibilità per i cittadini di rimanere nei loro fabbricati avvalendosi di contratti di enfiteusi; il Comune da questo patto ottenne la proprietà di alcuni immobili (la Casa Comunale, la Fontana Grande, il Lavatore, l’Abbeveratore, la Fontana detta dell’Oste e il Cemeterio), e su altri mantenne solo il diritto d’uso, firmando con il S. Spirito un contratto di enfiteusi perpetua (il mattatoio, il macello, la caserma dei gendarmi e le prigioni annesse). Nel frattempo il paese veniva dotato di nuovi servizi, con lo scopo di migliorare le condizioni di vita dei cittadini: si realizzò un nuovo impianto idrico e nuove fognature per lo scarico e la raccolta delle acque che confluivano nella località detta “Fangoso”, presso il quartiere di Castello Alessandro, e si realizzò un nuovo cimitero, lontano dal centro abitato, per ovviare ai problemi di carattere igienico-sanitario. Vennero nominate figure come il veterinario, il medico, i dipendenti comunali; si provvide all’istituzione dell’ufficio postale; si puntò sull’istruzione elementare e sull’assistenza medica ai poveri; si avviarono nuovi lavori pubblici di interesse locale (strade comunali e palazzi); si incrementò il controllo da parte della polizia urbana e sanitaria, fu disciplinato il commercio, e si esercitò il controllo sugli enti di carità e beneficenza presenti nel territorio comunale. Queste iniziative porteranno in pochi anni a definire la fisionomia
socio-culturale del Comune, che comunque manterrà rapporti di dipendenza dalla Pia Casa fino al 1980, allorquando l’istituto cesserà di esistere 24 segnando in maniera profonda la storia e le sorti di questo paese.

Erina Fiorucci

1-Secondo il “Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali”, contenuto nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, gli Enti hanno, nei confronti degli Archivi storici da loro prodotti, i seguenti obblighi:

a) la conservazione come garanzia della memoria storica dell’Ente e della comunità locale: gli archivi non possono essere smembrati, e devono essere conservati nella loro organicità (T.U. art. 21 comma 4);

b) l’ordinamento e l’inventariazione dei propri archivi: gli enti pubblici hanno l’obbligo di ordinare i loro archivi storici, con documentazione relativa ad affari esauriti da oltre quaranta anni (T.U. art. 21 comma 5);

c) osservare una specifica procedura di scarto degli atti inutili: lo scarto dei documenti degli archivi degli enti pubblici è subordinato ad autorizzazione della Soprintendenza archivistica (T.U. art. 21 comma 5);

d) consentire agli studiosi la consultazione della documentazione confluita nell’archivio storico e di deposito (T.U.
art. 107-108 sempre nel rispetto del diritto alla riservatezza art. 8-9 D.L. 30 luglio 1999, n. 281).

2– In questa categoria sono conservati gli atti relativi alla “Amministrazione” in generale del Comune, al suo funzionamento e all’attività dei suoi organi politici; particolarmente rilevante la serie degli atti della Giunta, del Consiglio e, in determinati periodi, del Commissario Prefettizio o del Podestà, che testimoniano con continuità tutta l’attività svolta dall’Amministrazione; le pratiche relative alla nomina ed elezione dei citati organi.
3– Questi documenti riguardano le varie forme di “Assistenza” gratuita che il Comune era tenuto ad assicurare agli indigenti e la sua attività di controllo sulle istituzioni di beneficienza, come ad esempio, le pratiche relative alla distribuzione di medicinali ai poveri, sulla base degli elenchi degli aventi diritto, redatti appositamente ogni anno dal Comune; le richieste di sussidio, testimonianti le molteplici situazioni di miseria; i documenti relativi alla Congregazione di carità.
4– L’attività della “Polizia urbana e rurale” è documentata dai regolamenti, contenenti le norme per la circolazione nell’abitato, per l’edilizia privata, per l’igiene nelle pubbliche vie e nelle abitazioni o per la corretta vendita degli alimenti, i registri delle contravvenzioni, con la descrizione delle infrazioni e delle frodi più frequentemente commesse; le pratiche relative all’attività dei vigili urbani.
5– I registri di vaccinazione, le relazioni dell’ufficiale sanitario e le pratiche relative al medico condotto, al servizio ostetrico o veterinario danno un quadro completo sulla situazione sanitaria monteromanese.
6– In questa categoria troviamo i documenti finanziari del Comune, e comprende, tra gli altri, i bilanci di previsione, i conti consuntivi e gli inventari dei beni comunali.
7– È conservata la documentazione relativa ad attività di governo che il Comune esplica in varie occasioni, quali le elezioni politiche, le feste nazionali.
8– Nella quale sono documentati fin dalla metà del secolo scorso, i rapporti tra l’Amministrazione comunale e la chiesa locale.
9– Contiene i registri di leva, le numerose pratiche riguardanti l’assistenza ai familiari dei richiamati nelle due guerre mondiali, le pensioni di guerra o gli elenchi dei caduti e dei feriti.
10– Contenente i documenti relativi alle ampie competenze che il Comune aveva in passato in materia di “Pubblica istruzione”. Sono, inoltre, presenti i registri scolastici e i compiti in classe di italiano, aritmetica e calligrafia, assegnati per l’esame di licenza elementare.
11– Con le pratiche relative ai progetti per la costruzione o ristrutturazione di alcuni dei principali edifici pubblici cittadini.
12– In questa categoria è possibile trovare le notizie sulla vita economica del paese, sulle attività commerciali, sulle coltivazioni e sull’allevamento.
13– Sono presenti documenti relativi alla situazione demografica di Monte Romano, ivi compresi lo Stato Civile, i Censimenti e le Statistiche.
14– Con i documenti relativi ai movimenti della popolazione da e verso l’estero; quali i registri di emigrazione e immigrazione.
15– Troviamo gli atti relativi ad argomenti che non rientrano in nessuna delle altre categorie.
16– Questa categoria è riservata alle attività comunali in materia di “Pubblica Sicurezza”, nella quale segnaliamo, i documenti relativi a drammatici avvenimenti del passato.
17– Comune di Monte Romano, Inventario dell’Archivio Comunale, Centro di Fotoriproduzione Legatoria e Restauro degli Archivi di Stato, 1973.
18– Le notizie sulla storia di Monte Romano possono essere reperite in: Munari M., Monte Romano 1456-1853. Quattro secoli di urbanistica. Nascita di una comunità, Viterbo 1980; Ago R., Un Feudo esemplare, a cura dell’Amministrazione Comunale di Monte Romano, Schena Editore, Fasano 1990; Fortini P., (a cura di), Monte Romano. Indagine di un territorio e materiali dell’Antiquarium, Paleani Editrice S.r.l., Roma 1987.
19– Motu Proprio della Santità di Nostro Signore Pio VII in data de’ 6 luglio 1816 sulla organizzazione dell’amministrazione pubblica esibito negli atti del Nardi Segretario di Camera, Milano, 1816.
20– La Pia Casa per tutelare i propri interessi continuerà ad ostacolare la formazione di un consiglio comunale (la prima riunione si ebbe il 1 Ottobre 1816) ma dovette ben presto arrendersi: nel 1831 è costretta a concedere addirittura l’edificio per la residenza comunale (Archivio di Stato di Roma, Ospedale S.Spirito, Monte Romano, b. 3156. ”Catasto dei fondi rustici di Monte Romano di proprietà del Pio Istituto….nel 1859”).
21– Archivio di Stato di Roma, Ospedale S.Spirito Catasti e Piante, b. 1479, pianta 4.
22– Le notizie riguardanti i patti per l’affrancazione delle terre sono tratte dai verbali degli atti del Consiglio Comunale di Monte Romano relativi agli anni 1890-1910.
23– Questa associazione viene nominata per la prima volta in deliberazioni del Consiglio Comunale del dicembre 1896, n.° 46, b. 6.
24– Legge 23 dicembre 1978, n. 833 del 1978.

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